marzo 30, 2012

Una Voce non basta

Bella banalità direte.

Bella verità dico.

Essere sfaccettati, aperti, sbilenchi e strambi.

Collaborare. Fare belle cose. Mettersi in secondo piano.

Pacifico mi ha fatto un altro bel regalo…

Mi ha messo insieme ad un sacco di artisti bravissimi in mezzo ad un pugno di duetti d’eccezione.

Li in mezzo, piccolino. Una voce quasi irriconoscibile. sorridente.

  1. L’unica cosa che resta con Malika Ayane
  2. Infinita è la Notte con Francesco Bianconi
  3. Strano Che Non Ci Sei con Samuele Bersani
  4. Parlami Radio con Musica Nuda
  5. Solo Se Ci credi con Manupuma And The Maestro
  6. Second Moon con Dakota Days
  7. Semplice e inspiegabile con Cristina Donà
  8. Pioggia sul mio alfabeto con Ana Moura e Mercan Dede
  9. L’ora misteriosa con Cristina Marocco
  10. In cosa credi (Le nostre piccole armi) con Manuel Agnelli
  11. Dolce sia l’estate (L’estate di chi sa) con Raiz
  12. Presto con Bud Spencer Blues Explosion e Frankie Hi-Nrg
  13. A nessuno con N.A.N.O.
  14. Ogni giorno (Mantra recitato) con Alioscia e Patrick dei Casino Royale
dicembre 17, 2011

Fino alla fine del Giorno

Fino alla fine del Giorno

Riemergo dalla mia disastronomia per un paio di brevi notizie;

Ho recentemente collaborato con una serie di musici incredibili; mi hanno chiesto la voce per coverizzare De Andrè in modo non ortodosso.

Non potevo non accettare.

Mi hanno fatto cantare “le storie di ieri” con voce lieve e vocoder. Mi è piaciuto molto il risultato.

La band in questione è la Andrea Maffei Spritz Band, che quando coverizza il Faber si fa chiamare Il suonatore Jones. Ieri sera ho cantato alla presentazione del disco, e ho conosciuto alcuni musicisti notevoli, anch’essi ospiti del progetto. Se amate de andrè, ma volete ascoltarlo in salsa nuova vi consiglio di seguirli. Il loro sito http://www.andreamaffei.it/

Poi vi voglio parlare di Osvaldo Piliego. E’ un ragazzo salentino che conosco fin dai tempi di Polaroidiuntuffo, che cura una serie di progetti editoriali caratterizzati da un minimo comun denominatore: la cura e l’amore, e quindi la qualità assoluta della sua proposta. Credetemi comperate il suo libro, per Natale.

Io l’ho appena fatto

dicembre 14, 2011

SMEMORANDA RECENSISCE IRDAM

SMEMORANDA RECENSISCE IRDAM

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ottobre 18, 2011

RECENSIONE L’ISOLA CHE NON C’ERA

Mi piace mangiare il tartaro degli altri.

ottobre 17, 2011

RECENSIONE PANOPTICON

 

PANOPTICON RECENSIONE DEI RACCONTI DELL’AMORE MALVAGIO.

 

 

 

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ottobre 3, 2011

recensione online

su IMPATTO SONORO.

settembre 30, 2011

INDIE FOR BUNNIES

una webzine che leggo da tempo recensisce l’amor malvagio. yessa!

settembre 14, 2011

Recensione – JAM

I RACCONTI DELL’AMORE MALVAGIO

FOSBURY / AUDIOGLOBE ****

Versi graffianti e versatilità sbalorditiva: un Salto nel vuoto

L’ispirazione, molte volte, può manifestarsi come una catarsi, nella quale prendono forma per liberarsi contrasti, tensioni ed emozioni. Emanuele Lapiana, genio creativo che tesse i 12 racconti, fa della sua introspezione un’arte che conquista sin dal primo ascolto, trascinando in un groviglio indissolubile di emozioni e melodie con versi laceranti e un parco strumentale che non conosce confini, tanto quanto la capacità umana di amare e soffrire. Per meglio comprendere tutto questo è sufficiente ascoltare Cohen dove, accanto a clarinetto e oboe, fa la sua comparsa la delicatezza cristallina di arpa e glockenspiel, in netto contrasto con le pulsazioni elettroniche scavate dall’omnichord di Cuoricino. A tessere questa maglia musicale complessa intervengono ospiti come Federico Fiumani in Squalozecca e Pacifico, a capofitto in quest’avventura sin da Y, traccia inaugurale del disco. Una tale varietà stilistica e strumentale non poteva che sorreggere versi graffianti, poesie visionarie in continuo mutamento, daIl’onirica Brainstormo agli attacchi senza remore di lo accuso, annunciati da chitarre frenetiche e da una voce effettata su una ritmica irrefrenabile. Le storie di N.A.N.O. prendono corpo in un disco che ha l’adrenalina del salto nel vuoto e scorre fluido, sperimentando senza remore con suoni e parole per quietarsi, alla fine, suII’evocativa La città: qui bastano lievi accordi e la linea vocale per scavare atmosfere intense quanto l’intera opera, forte e disarmante come raramente accade.

Samantha Colombo

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settembre 13, 2011

Il Blog dell’Alligatore – Intervista

L’intervista nanica con l’alligatore.
Fatta un mercoledì sera, in diretta, tra i commenti di un bel blog.

yeah!

settembre 12, 2011

Intervista IL MUCCHIO

Intervista di Francesca Ognibene tratta dalla rivista IL MUCCHIO del Settembre 2011

1)Dopo un esordio solista, come N.A.N.O., in cui raccontavi i tuoi appunti emotivi durante viaggi vari, sei tornato con un nuovo approccio musicale che prima si accompagna alle personalizzazioni di altri musicisti, e infine rastrella e tempera il risultato seguendo comunque la tua direzione poetica. Hai avvertito questo strato e sub-strato mentre componevi?

Si, assolutamente; quando ho cominciato a scrivere i brani di questo lavoro sono partito subito con l’idea di farli suonare, cantare ed interpretare ad altri. Dopo l’uscita di Mondo Madre mi sono reso conto che dal vivo con i musicisti le canzoni miglioravano, assumendo una “tridimensionalità” che mi era impossibile raggiungere da solo.. …mi mancava l’idea di Band, nel senso di musicisti che si influenzano e si ispirano a vicenda, e quindi ho cominciato subito a scrivere canzoni con l’idea di fare un lavoro più completo, di più ampio respiro.. Credo che l’amalgama di cui parli parta dalla scrittura, che dopo essere cambiata e rivoluzionata dall’intervento altrui si ricompatta intorno al mio stile produttivo..

2)La tua precisione – insita nel tuo carattere – nelle trame del disco con quale momento dei fondamentali è andata a cozzare? L’ideazione, la composizione o la registrazione?

Probabilmente nella scelta del mixaggio.. Inizialmente ero convinto mixare il disco con le persone con cui ho sempre lavorato, garanzia di precisione e pulizia del suono, per me una vera ossesione da sempre.. Ma poi, per puro caso, grazie a Sara Mazo ho conosciuto Marco Tagliola, il cui lavoro “sporco” su Ovunque Proteggi di Capossela ho ammirato negli anni, e d’istinto gli ho consegnato il lavoro; “mollare” il mixaggio è stata una scelta difficile; ma mai abbastanza benedetta, a fine lavori; sono molto soddisfatto del risultato e credo che questo disco sia davvero speciale.

3)Le reazioni degli ospiti che hanno fatto poi parte del disco come sono state? Ce le racconti?

Direi che l’intervento degli altri musicisti è stato la parte più bella dell’intero processo; tutti quanti, dal più famosi ed affermati ai musicisti part-time che ho coinvolto in questa avventura si sono messi in gioco con un’umiltà pazzesca. Contrariamente al passato, non li ho subissati di istruzioni tecniche o di ripetizioni ad oltranza di parti da eseguire perfettamente.. A tutti ho dato semplici indizi relativi al significato dei brani, e all’atmosfera che volevo creare.. Tutta questa fiducia inizialmente li ha straniati, ma appena entrati in sintonia con i brani è stato magnifico vedere e sentire quello che mi hanno regalato. Non sarò mai grato abbastanza per quello che hanno regalato alle mie canzoni..

4)Quest’apertura del disco, acustica, meravigliosamente disarmante, mette l’ascoltatore in uno stato di pace. È il tuo bello: il soave e il pacato librarsi. È qui che riesci a raggiungere il tuo maggior valore, l’estasi pura; però le tinte del disco cercano anche nuovi colori – a parte le tua amata elettronica – con colossi quali Federico Fiumani e Max Collini. Riascoltandoti e definendo la struttura della composizione, quanti colori nuovi hai trovato, rispetto al tuo esordio? Sempre che tu sia d’accordo.

Concordo con quello che dici.. Ho cercato nuovi colori, non volevo un disco di canzoni “di genere”.. Ho adottato tutte le soluzioni stilistiche che mi parevano adatte alle canzoni.. dalle atmosfere anni 80 de Lo squalozecca, agli arrangiamenti di ottoni su Cohen, delle Orchestre sghimbescie di davide dalpiaz su Il Buio per piombare nel mantra di Brainstormo..… I colori più belli li ho trovati nelle voci.. Federico, Sara e Pacifico hanno regalato ai brani  delle profondità e dei profumi che non sarei mai riuscito a trasmettere solo con la mia voce..

5)Le tue critiche nei confronti della politica, di altri musicisti, dell’amore, sono lo sfogo di un uomo deluso e arrabbiato o propositivo dopo essersi tolto il dente avvelenato?

No, dal punto di vista politico sono le considerazioni senza pietà di un uomo adulto, che nel pieno delle proprie facoltà, si prende la responsabilità di chiamare le cose con il loro nome, anche se certe cose la sua generazione non osa nemmeno pensarle.. Per l’amore ho invece una grande passione, è un sentimento che prediligo.. In questo disco pongo l’accento soprattutto su certi aspetti dell’amore.. quelli più assurdi ed aggressivi, lancinanti e fuori dall’idea iconografica dell’amore come pace, semplicità e appagamento.. L’amore, quello vero, ha un lato oscuro terribile e temibile.. Ho cercato di affrontare il mostro a viso scoperto..

6)Ci sono nel disco nuovo ritagli dal precedente: Mondo/Madre? E nel nuovo hai lasciato qualche canzone fuori? Hai un disegno di continuità che scorre continuo, dopo che ti sei battezzato N.A.N.O.?

No. Si . Si.

Le canzoni registrate per questo album erano 22.  Prima del mixaggio, io e Marco le abbiamo passate in rassegna, senza pietà, nè remore, lasciandone fuori 10. Non abbiamo escluso i 10 brani più brutti (anzi), ma quelli che, per la sonorità ed il linguaggio che ci eravamo prefissati,  apparivano più fuori tema.. Naturalmente tutto è inserito in un disegno, ma ad oggi non me ne sono ancora chiari i contorni..

7)Dove e come è stato registrato il disco?

Abbiamo cominciato ad aprile 2010 al Blue Noise di Trento, con l’immancabile Fabio de Pretis ( già fonico storico con me nei c|o|d ); poi ci siamo trasferiti armi e bagagli allo studio SottoilMare di Verona tra Luglio ed agosto 2010, dove abbiamo sfruttato le sale con i riverberi naturali, l’attrezzatura analogica dello Studio, e l’acustica perfetta  delle sale di ripresa per registrare le batterie, i bassi ed in genere tutta la “ciccia” del disco.. Per finire abbiamo registrato le parti orchestrali ed alcuni dettagli vocali a novembre al Perpetuum mobile Studio di Marco Tagliola a Brescia.. E’ stato molto lungo registrare con poche ore a disposizione, molti ospiti, e troppe canzoni; le session sono state fatte nei weekend o concentrate in pochi giorni per permettere a tutti di prendersi le ferie.. Anche in questo i musicisti sono stati fenomenali..

8)Come presenterai il disco dal vivo, con quante varianti?

Attualmente sto lavorando con una formazione a sei un po’ bislacca: due tastiere, un mandolinista, contrabbasso, chitarra badile e batteria; non ci saranno basi e tenderemo a cambiare abbastanza i brani durante i concerti… Probabilmente per qualche data faremo delle formazioni mignon, ma ambisco a portare in giro il disco con questa lineup a 6. Alle prove ci stiamo divertendo molto. Ci sarà anche spazio per brani di tutto il mio repertorio precedente..

9)Quanto la Fosbury è importante per te e viceversa?

Credo che il mio legame con la Fosbury sia bello e duraturo perché molto libero.. io mi pago i miei dischi, loro mi aiutano a distribuirli ed io non rompo le palle con mille pretese da indie rocker di 4° ordine quale sono.. mi danno sempre molto supporto, addirittura si lamentano perché mi vedrebbero con delle realtà più importanti, ma io sto benone con loro.. Amo praticamente tutti i gruppi Fosbury, ed ora che sono tutti papà mamme etcetc. È ancora più bello perché più rilassato.. Aspettate di sentrie il prossimo disco degli es.. A settembre è in uscita ed è molto molto bello.

10)Quali e quante possibilità abbiamo per comprare il tuo disco?

Va chiesto al proprio negoziante specificando che è distribuito da Audioglobe, poi su itunes, bol.it e tuti gli altri store online che si conoscono..

Il modo migliore per supportarci è senz’altro l’acquisto diretto da noi, sia digitale che fisico sul nostro Sito (ilnano.it), o ai nostri concerti..

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